Taglione

“Hanno suonato, chiuditi nel cesso, svelto!”
Il ragazzo si muove lentamente, sparisce in bagno, fa criccrac con la serratura.
La donna si avvicina alla porta, aspetta un attimo, il tempo di trattenere le lacrime
e poi apre.

L’uomo che si trova di fronte e’ alto, magro e la divisa blu gli sta larga. Invece agli altri due, grossi, bassocci, le tute blu stanno strette, si vedono i muscoli in rilievo.
“Buongiorno signora Mastrogiacomo, siamo qui per l’esecuzione della sentenza di…”
“Lo so perche’ siete qui. Avanti, fate quello che dovete fare e andatevene”.
L’ufficiale entra in casa e come se fosse un ospite abituale si dirige subito verso la stanza giusta, ma invece di entrare si blocca.
“E’ dentro?”
“No” risponde la donna.
“Mi spiace ma nella sentenza e’ scritto che lui deve essere presente”
“Non si puo’ evitare? Gia’ cosi’ e’ difficile…” – lacrime le scendono sul viso.
“Mi spiace signora ma cosi’ e’ scritto, anche chi ha subito i danni era presente quel giorno e non ha potuto fare nulla. Lo vada a chiamare”.
La donna sparisce e torna dopo solo due minuti, seguita da un ragazzo ossuto, tutto nervi e con la testa bassa.
“Entra dai che finiamo in un attimo” – intima l’ufficiale.
Il ragazzo apre la porta e con un guizzo si ficca in un angolo, poi da’ delle rapide occhiate in giro, come per memorizzare la scena fino all’ultimo dettaglio.
L’ufficiale varca la soglia della stanza e spunta su un foglio tutti gli oggetti che vi trova.
Poi ordina ai due operai:
“Procedete”.
I due operai si fanno varco ed estraggono una mazza da baseball uno e una mazza ferrata l’altro. Spaccano tutto.
Frantumano il PC, fracassano la Playstation, rigano tutti i DVD, spezzano le due chitarre. Sono una furia devastante che in pochi minuti riduce il contenuto della stanza in pezzi minuscoli.
L’ufficiale apre un armadio e dice:
“Procedete”
Uno degli uomini estrae da una sacca che aveva a tracolla una bomboletta spray e comincia ad imbrattare i vestiti.
E’ qui che il ragazzo, fino a quel momento impassibile inizia ad ululare come un animale ferito e poi si getta contro l’uomo con la bomboletta urlando “non toccare le magliette dei concerti maiale!” – reazione inutile, l’altro uomo lo agguanta alla gola e lo schiaccia a terra, mentre l’ufficiale estrae un taglierino e, presa una maglietta imbrattata comincia a ridurla a strisce:
“Stai dicendo?! non dovremmo toccare le tue preziose magliette?! perche’ queste magliette dovrebbero essere risparmiate mentre tu potevi accanirti sull’auto di un impiegato di banca in prova, auto che non e’ ancora stata pagata dall’impiegato?”
Il ragazzo, mezzo soffocato, ora piange.
L’uomo con la bomboletta, imbratta ora i muri, i poster, gli armadi. Finito il lavoro estrae un bottiglino dalla sacca e ne versa il contenuto su libri, vinili, nei cassetti. Un forte odore di plastica fusa si diffonde nella stanza, una finestra viene aperta per lasciare uscire i vapori dell’acido.
“Direi che abbiamo finito” annuncia l’ufficiale “ovviamente i tuoi account facebook, twitter, tumblr e ogni altro social a cui sei iscritto sono stati chiusi. Ora se non ti spiace…il cellulare”
“co…come?” solleva la faccia il giovane, ancora a terra – “ma l’avete gia’!”
“Tu credi che siamo dei deficienti?!” sorride l’ufficiale “dacci quello vero o lo dobbiamo cercare?!”
“Io vi ho dato tutto quello che avevo” sospira il giovane.
Sospira anche l’ufficiale, estrae un apparecchio dalla tasca, preme due tasti e immediatamente, un suono stridente si leva da sotto una piastrella. Uno dei due energumeni solleva il quadrato di ceramica, afferra uno smartphone di ultima generazione e lo porge all’ufficiale.
“E cosi’ pensavi che fossimo dei cretini…”
Il ragazzo abbassa di nuovo la testa e mormora “vi prego…almeno le foto…le foto no…”
“Mi spiace” annuncia l’ufficiale ma si vede che non gli spiace per niente, poi lascia cadere a terra lo smartphone e con evidente gusto lo frantuma col tacco. Il ragazzo scoppia in un pianto dirotto.
L’uomo in divisa estrae un foglio e con voce solenne annuncia:
“In base alla sentenza XYZ del tribunale di Milano abbiamo applicato la legge del taglione e operato la devastazione della stanza di Mauro Mastrogiacomo, colpevole della devastazione della citta’ di Milano.
Andiamo ragazzi ne abbiamo altre 4 da eseguire oggi”.
L’uomo in divisa esce in fretta, seguito da un energumeno mentre l’altro lascia la presa lentamente e prima di allontanarsi sussurra alle orecchie del ragazzo una citazione:
“abbiamo fatto una cosa giusta, mi sono divertito. ahaha.”