Gorilla nella nebbia

Fra tante brutture e sconfitte da parte del popolo bue, una cosa bella e una vittoria.
Si sa che Monaco e’ in preda di speculatori e oligarchi vari, di arraffini, immobiliari-squalo e politicanti inetti e collusi che poco fanno contro la stronzificazione dilagante. Sembra che ci si sia dati per vinti, che apaticamente si accetti una situazione e un insieme di regole aberranti come se fossero parola divina, come se cose come “legge di mercato” venga assuto come “legge fisica”.
Ogni tanto in fondo a questa cloaca appare un luccichio, un diamante caduto nella mota.
Premessa: da anni si litiga sugli edifici dal 2 al 6 della Muellerstrasse.
L’idea era di raderli al suolo e fare uno di quei tipici cubi che vanno di moda adesso, rifinirli lussuosamente e venderli ai soliti ricchi stronzi che vedono la citta’ come una cassaforte invece che un insieme di persone. In pratica si voleva fare una appendice di The Seven, cosa che ha fatto esclamare una poco politically correct vecchietta: “Prima questo era un quartiere di gente normale, poi e’ diventato il quartiere gay adesso vuole diventare il quartiere degli stronzi!”.
La strategia e’ purtroppo nota: si lascia andare in malora un palazzo, si lascia che gli inquilini se ne vadano, lo si lascia sfitto e quindi lo si lascia andare ancora piu’ in malora. Un giorno, dopo le proteste di cittadini e funzionari comunali che trovano scandaloso che un palazzo rimanga sfitto mentre la gente non sa sotto quale ponte alloggiare, qualcuno dice: “ah ma cosi’ com’e’ non e’ piu’ abitabile! Rinnovarlo costa un sacco di soldi, conviene tirarlo giu’ e rifarlo nuovo.” Certo, sicuramente, ma conviene a chi?!
Quante volte l’abbiamo visto fare a Monaco? Anche con luoghi e palazzi storici? Con gli edifici di Muellerstr. si e’ passato il segno, e’ scoppiato lo scandalo. Si’ perche’ quegli edifici sono di proprieta’ del comune.
La svolta la si e’ avuta con la nascita di “Goldgrund” un gruppo di artisti monacensi incazzati che si oppone a questo modo di fare.
I suoi “Gorilla”, gente con maschere scimmiesche, penetravano illegalmente negli edifici del comune lasciati sfitti, li rinnovava e poi appendeva fuori dalle finestre striscioni con scritto “Ecco, tutto nuovo, abitabile, ora affittatelo!”
Hanno fatto la stessa cosa con gli edifici di Muellerstr., ma sono andati oltre ottenendo qualcosa che nessuno sperava si sarebbe mai ottenuto, non a Monaco e sicuramente non in quella via.
Ci avevano provato con altri edifici di Pestalozzistr., ma senza successo. Con quelli della Mueller invece…
Sembrava sicuro: abbattimento degli edifici e ricostruzione a favore di fighetti monacensi, oligarchi vari e svevi che odiano monaco ma che non sanno dove mettere i denari. Dopo anni di attivita’ incessante di Goldgrund, dimostrazioni, azioni di street art e cose varie sono riusciti a piegare la giunta comunale: non solo gli edifici non verranno abbattuti ma saranno la sede di “Bellevue di Monaco”, un nome pacchianotto (siamo pur sempre a Monaco) per un progetto che da anni cerca una sede, qualcosa del tipo di “Grandhotel Cosmopolis“ di Augsburg.

Gli edifici dal 2 al 6 di Muellerstr. diventeranno quindi una pensione per artisti e rifugiati, una casa accoglienza per profughi minorenni con o senza le loro famiglie e un centro etnico-culturale con corsi di lingua ed eventi vari.
La fantascienza e’ che i reietti della terra vivranno a pochi passi dalla creme-de-la-creme del pianeta.
Tutto questo, per la borghesissima e granocentrica Monaco va al di la’ di ogni piu’ sfrenato sogno.
Quindi uno degli edifici piu’ brutti di Monaco, cosi’ brutto da essere bellissimo, come la multipla, dara’ sollievo a chi ne ha viste troppe e con troppi pochi anni sulle spalle.
Il progetto cerca sostenitori, quindi chi e’ interessato qui potra’ trovare tutte le informazioni:
http://bellevuedimonaco.de/