Come andare in bicicletta a Monaco

Fahrradstrasse

Cosa c’e’ di piu’ semplice dell’andare in bicicletta una volta che si e’ superata la fase della sbucciatura di mani, gomiti e ginocchia?!
Una volta imparato non si dimentica piu’, ma una volta arrivati a Monaco bisogna ricominciare a studiare, perche’ qui la materia e’ complessa.|

Nell’arco degli anni ho incontrato parecchi italiani che sono usciti di cotenna per non essere mai riusciti o non aver mai voluto adattarsi ad un diverso modo di vita, a regole e modalita’ diverse.
Sembra strano ma l’argomento “bici a monaco” e’ di quelli che ne ha fatti fuggire (grazie a Dio!) parecchi e a parecchi ha fatto sventolare la carta nazi senza che pero’, ahime’, che avessero il buongusto di spostare le terga in luoghi piu’ flessibili e amorevoli.

Quelli che seguono sono dei miti sulla circolazione su due ruote, miti da sfatare e miti diffusi (purtroppo) anche fra la popolazione autoctona.
Conoscere questi miti e le relative giuste regolette significa portare a casa la pelle ma significa anche rispondere a tono ad automobilisti beceri o pedoni fanatici senza dover ricorrere ad un triste passato o al turpiloquio.

Prima della lista di miti una favolina.
Un giovane italico qui da poco e che si presume sia rimasto altrettanto poco viaggiava sulla sua bici dopo una nottata di bagordi.
L’ebbro ciclista incocciava una pattuglia della polizia la quale, evidentemente notando la traiettoria non troppo rettilinea, fermava il giovinotto. Questo (in inglese) confessava l’ingestione di bevande alcooliche.
I poliziotti, colpiti dalla sincerita’ del virgulto gli lasciavano proseguire il viaggio verso casa raccomandandogli pero’ di non cavalcare il mezzo meccanico, ma di spingerlo e raggiungere l’abitazione a piedi. Il ragazzo ovviamente annuiva ma appena allontanatosi i tutori dell’ordine notavano un fumetto sopra la testa dell’italiano che, sebbene scritto nella lingua romanza, era comprensibilissimo e suonava tipo “see col cavolo che mi faccio la strada a piedi, appena giro l’angolo rimonto in bici e salutatemi a schwester”. I gendarmi intuite le intenzioni del pedone momentaneo rifermavano il ragazzo e uno dei due poliziotti con scatto felino gli sgonfiava le gomme.
Lo stupito italiano ha potuto assistere al saluto marziale delle autorita’ che gli auguravano un felice e sicuro ritorno a casa.

E ora ecco i miti (fonte Sueddeutsche Zeitung).

I ciclisti sono abbligati a viaggiare sulle piste ciclabili.
Falso.
Le bici appartengono alla strada. Il ciclista e’ obbligato a viaggiare sulla pista ciclabile solo quando e’ presente l’apposito cartello blu. In sua assenza il ciclista puo’ scegliere fra la strada normale o la pista ciclabile.
Questo fatto e’ fonte di infinite diatribe con gli automobilisti, quindi se proprio si decide di viaggiare sulla strada normale nonostante sia presente la pista ciclabile (e sinceramente non capisco perche’ sia meglio) si puo’ rispondere a tono.

 I ciclisti non possono viaggiare affiancati.
Generalmente questo e’ vero con tre eccezioni:
1) Quando si viaggia su una  Fahrradstraße, cioe’ quelle strade cittadine dove le biciclette hanno la precedenza e gli autoveicoli sono solo tollerati.
2) Quando si e’ in un “gruppo compatto” di piu’ di 15 ciclisti.
3) Quando il viaggiare appaiati non pregiudica lo scorrimento del traffico.
I ciclisti possono usare le strisce pedonali esattamente come i pedoni.
Falso.
Questo e’ vero esclusivamente se il ciclista scende dalla bicicletta e la spinge. In questo caso ha la precedenza sulle auto, altrimenti l’auto ha la precedenza.

I ciclisti possono viaggiare contromano.
Falso.
Anche per le biciclette vige l’obbligo di tenere la destra.
Uniche eccezioni si hanno quando all’inizio della via e’ presente il cartello “Radfahrer frei”. Anche prendere le vie a senso unico contromano e’ permesso solo in presenza di quel cartello.

Quando non c’e’ il semaforo per le biciclette vale il semaforo pedonale.
Eh no.
Le bici devono sempre seguire il semaforo principale, quello per le auto, a meno che sul semaforo pedonale sia presente il simbolino della bicicletta.
C’e’ un eccezione: quando la pista ciclabile viaggia affiancata ad un marciapiede senza una completa separazione e il semaforo pedonale senza simbolino della bicicletta e’ rosso, bisogna seguire questo e fermarsi.
Questa regola varra’ fino al 31 Dicembre 2016.

I ciclisti sono obbligati ad indossare un casco.
Falso.
Il codice stradale non impone l’utilizzo del casco anche se la polizia lo consiglia.

Quando si svolta e’ sufficiente una breve segnalazione col braccio.
Jein.
Il ciclista deve essere in qualche modo sicuro che chi lo segue abbia visto il gesto. In questi casi vale la regola del guardare due volte: prima di compiere il gesto e subito prima di voltare.

I ciclisti devono scendere sempre alla presenza del cartello “Radfahrer absteigen”.
Non necessariamente.
Per esempio se il cartello e’ messo in prossimita’ di un cantiere che sbarra la pista ciclabile e’ possibile proseguire sulla strada senza smontare.

La bicicletta deve essere dotata di dinamo.
Falso.
La bici deve essere dotata di opportuno sistema di illuminazione, come sia alimentato e’ ininfluente.
Se pero’ invece di una dinamo si usa una batteria questa deve avere almeno 6V di tensione.

Ascoltare la musica mentre si pedala e’ vietato.
Non necessariamente.
E’ possibile ascoltare la musica con modalita’ e un volume che non impedisca di percepire i segnali esterni.

Usare il telefonino mentre si pedala e’ permesso.
Proprio per niente.
Usare il cellulare in bicicletta puo’ costare fino a 25 Euro.
E’ possibile telefonare con gli auricolari o in viva voce ma anche qui solo se cio’ non impedisce di sentire i rumori della strada.
Ah, ovviamente e’ vietato andare in bici senza mani, 5 Euro di multa.

Andare in bicicletta col cane al guinzaglio e’ vietato.
Falso.
Solo i cani possono essere condotti al guinzaglio mentre si va in bici, ma il guinzaglio deve essere afferrato saldamente e non deve essere troppo lungo.

Chi viaggia in bici ubriaco puo’ perdere la patente.
Dipende.
Questo succede a chi ha gia’ preso piu’ di 4 punti sulla patente.
Chi viene beccato con un alcolemia superiore al 1,6 per mille rischia sanzioni e in particolare: 3 punti sulla patente, una multa e una MPU (“Medzinisch-Psychologische Untersuchung” – visita medico/psicologica). Chi non passa il test MPU perde la patente.
Comunque la condotta in bici e’ importante: chi viaggia a zigzag (cosa possibile anche con 0,3 per mille) o provoca un incidente rischia la denuncia.

Il limite di velocita’ di 50km/h in citta’ vale anche per i ciclisti.
Falso.
Questo e’ vero solo in presenza di un cartello che limita’ la velocita’.
In ogni caso la velocita’ in bicicletta deve essere adatta al traffico e alle condizioni climatiche.