Il duello al tramonto

Io e la personcina ammodo ci siamo preparati una mezz’ora prima, ms lei facendo esercizi di respirazione profonda e io affilando dativi, accusativi e tirando fuori dal baule anche i genitivi, perche’ sapevo che sarebbero stati usati.
Tutto era pronto per il duello dell’anno (secondo alcuni commentatori anche del decennio) fra Frau Merkel e Herr Steinbrück.
Tutto pronto, mancava solo la TV. Si’ infatti il duello non veniva trasmesso in streaming da ARD oppure il sito e’ cosi’ schifoso che non ho trovato il link (o io cosi’ rincoglionito, ma e’ la stessa cosa).
Ho dovuto tirare su dalla cantina il televisore, l’ho acceso, ho aspettato che si scaldasse, gli ho dato delle pacche come faceva mio nonno (diceva che cosi’ si scaldava piu’ velocemente) e dopo 20 minuti sono apparsi i due contendenti.
Io e la personcina abbiamo inforcato le cuffie per sentire meglio e ci siamo imbarcati nell’impresa…non senza dolore.

E’ almeno un decennio che non guardo la televisione, specie quella tedesca e quindi sono rimasto lievemente perplesso quando sullo schermo, nell’attesa del duello e’ apparso Günther Jauch a intervistare Stoiber (ex candidato alla cancelleria, ex ministropresidente della baviera) e Frank-Walter Steinmeier, (ex avversario di Merkel alle politiche del 2009 e vicecapo di gabinetto della grosse koalition), in un evento cosi’ importante sulla ARD, il primo canale della televisione nazionale.
Günther Jauch ha condotto per anni ‘Wer wird Millionär?’ su Pro7, si’ proprio “Chi vuol essere milionario?”.
E’ come se ci fosse stato li’ Gerry Scotti a intervistare Moro e Berlinguer.
Comunque se l’e’ cavata bene. L’intervista non vale la pena riportarla.
Riporto solo che c’era un contatorino che calcolava i minuti-e-secondi dall’inizio del duello, proprio come nelle partite di balone e la cosa non mi e’ piaciuta.

Sto caspita di duello e’ poi cominciato con le seguenti regole: i due candidati in piedi, i quattro moderatori anche loro in piedi, gli argomenti erano noti fin dalla mattinata ma non le domande. I candidati avevano dai 60 ai 90 secondi per rispondere e i tempi venivano calcolati e tenuti bilanciati dai moderatori, interrompendo l’uno o dando piu’ spazio all’altra.
La trasmissione e’ andata in onda a reti unificate su ARD, ZDF, RTL, e Pro7. Le prime due sono reti pubbliche le altre due private.
Forse per questo motivo i moderatori erano di queste reti e in particolare: Anne Will (ARD), Maybrit Illner (ZDF), Peter Kloeppel (RTL) e infine per Pro7…rullo di tamburi…Stefan Raab!
I non avezzi a cosa tedesche diranno…esticazzi, ma io ho fatto un mezzo salto sulla sedia.
Stefan Raab e’ un ex-macellaio di Colonia, passato alle televendite e da qui a vari programmi sulle TV private prima di diventare un big di Pro7 con “TV Total” una delle mie trasmissioni preferite quando ero teledipendente e incentrata sulle cazzate e i cazzari che passano su tutte le TV del mondo.
Simpatia fulminante, cazzata sempre pronta, e’ come se fra i moderatori ci fosse stato Maurizio Crozza.
Un guitto quindi, ma si rivelera’ il vero vincitore del duello.

Apro qui una parentesi altrimenti si travisera’ il seguito.
Visto con occhi italiani il “duello” e’ apparso come una pietra miliare della democrazia, con 4 moderatori che incalzavano i candidati sui vari temi, dalla crisi europea fino alle energie alternative, facendo notare le contraddizioni e ficcando il dito nei punti deboli dei programmi dei due candidati.
Uno spazio pacato dove il cittadino ha potuto valutare la forza degli argomenti e la personalita’ dei candidati. Nulla a che vedere con le bolge italiche dove vince chi urla di piu’ e si fa a gara a prendere per il culo i cittadini-elettori con un accozzaglia di opinioni non suffragate da fatti.

Invece se uno si fosse messo occhiali tedeschi avrebbe visto una versione caotica di una conferenza stampa.
I quattro moderatori non moderavano una fava, tanto che ad un certo punto e se non ricordo male piu’ di una volta, Frau Merkel ha redarguito “Uno per volta per favore!” oppure “sto finendo di rispondere.”
Ogni tanto poi i candidati si parlavano addosso senza che i moderatori dicessero nulla. Questa e’ una deprecabile quanto comune pratica in italia, ma in Germania equivale a sputare addosso ai telespettatori.

Su tutto il duello posso solo dare impressioni, i giornali sono pieni di riassunti e cazzi e mazzi.

Steinbrück ha confermato l’impressione di tipo impinguinato, simpatico come un’aringa in salamoia (e’ di amburgo) e dal vocabolario che (a detta della sueddeutsche zeitung) ha richiesto intensa concentrazione anche agli accademici molto informati sui fatti. Pero’ ha guadagnato punti sugli argomenti.
Frau Merkel ha confermato pure lei l’impressione che da’ sempre, di donna pacata, solida e inamovibile anche se le danno della culona inchiavabile. Affidabile insomma e “affidabilita’” e’ una parola che per i tedeschi e’ musica, anzi ha bruciato tutti con la dichiarazione finale il cui incipit e’ stato “Beh, mi conoscete”. Praticamente ha detto: faro’ quello che ho sempre fatto, far andare avanti la baracca.
Non da poco.
Il candidato dell’SPD invece e’ stato molto chiaro sulle intenzioni del suo partito di introdurre il salario minimo e poi…roba da far saltare le coronarie a qualsiasi italiano, ha ammesso che la riforma del lavoro messa in atto dalla SPD con Schroeder e’ piena di errori e storture ma “siamo determinati a migliorarla”. Autogol o doppio gol?
Sulla situazione economica c’e’ stato il maggiore tafferuglio, fra i candidati perche’ ognuno ha cantato la propria canzone:
Merkel ha cantato quella del calo della disoccupazione e del paese piu’ ricco che mai, Steinbrück quella della forbice sempre piu’ ampia fra ricchi e poveri e dei minijob. Non mi ricordo piu’ chi ha chiesto perfidamente “lei pensa che qualsiasi lavoro sia meglio di nessun lavoro?”. Il candidato SPD ha risposto semisvicolando dicendo “penso che qualsiasi lavoro debba dare possibilita’ a chiunque di vivere” mentre una sottile Merkel ha ribadito “per noi la ricchezza, anche personale viene solo tramite il lavoro”, chiaro pungolo per chi parla di sussidi a pioggia e solidarieta’ pelosa.

Raab e’ stato perfidissimo nel chiedere a Merkel la storia della brillante idea avuta dal suo socio della CSU Seehofer di introdurre un pedaggio autostradale ma solo per i turisti in transito. Frau Angela si e’ spezzata due unghie scalando gli specchi e alla fine l’ha salvata Steinbrück dicendo “non si faccia problemi: non si puo’ fare, viola disposizioni europee” e costei, nutrita a pane e volpe della DDR ha subito utilizzato il salvataggio per confermare la balzanita’ dell’idea ma la necessita’ di regolamentare la questione, qualunque cosa volesse dire.

Credo che sulla Grecia i due abbiano mostrato cosa sia veramente la politica, divergendo sulla questione e lasciando poco spazio alle illusioni: Merkel insistendo sul fatto che si puo’ dare “solidarieta’ ma non a  fondo perduto” senza spiegare esattamente come, mentre Steinbrück ha parlato di un Piano Marshall (“Come abbiamo visto, nel nostro caso ha funzionato bene”), senza pero’ spiegare coi soldi di chi e senza entrare nella spinosa questione della riforma fiscale di quei paesi. Nessuno ha parlato di europa piu’ ampia o cessione di sovranita’, o almeno a me e’ sfuggito.
Grande Steinbrück quando ha detto che la situazione greca e’ diretta conseguenza di un sistema bancario folle e che i cittadini (tedeschi) non devono pagare i debiti delle banche. Merkel se n’e’ stata zitta.

Entrambi hanno detto un chiaro “no” all’intervento in Siria e un chiaro “Ni” alla Grosse Koalition, nel senso che entrambi hanno detto no “pero’ poi vediamo i numeri”.

Non ho rivisto il duello, questo e’ tutto quello che ricordo a braccio, 90 minuti sono tanti e il tedesco usato non era decisamente quello dei fumetti, quindi non e’ stato facile.
Oggi i giornali danno vincente Merkel di misura mentre concordano in una rimonta di Steinbrück anche se chiaramente non sara’ il vincitore di queste elezioni. Perche’ no? Mia opinione personale eh, ma il duello si poteva concludere nei primi 5 minuti dopo che un moderatore, la brava e bella Anne Will (ARD) ha chiesto a Steinbrück “Secondo un sondaggio il 67% dei tedeschi dice di stare bene oppure molto bene. Secondo lei e’ tempo di un cambiamento?”. Il Peer ha ribadito parlando di nuove frontiere, di futuro, di investimenti, di ambiente e di tutela dei deboli che sono sempre piu’ deboli, ma tutto inutile: e’ chiaro che in tempi di crisi si sceglie chi ti ha parato il culo mentre attorno a te la gente si gettava dalla finestra. Quindi poche palle, Frau Merkel si fara’ un altro giro di giostra e che Dio ce la mandi buona.

Ultima nota.
Secondo me i duelli televisivi vanno bene per quei gonzi degli americani, che si fanno infinocchiare dalla retorica e dalla personalita’ dei leader, per gente con le arterie intasate dai trigliceridi e che ha un tempo di attenzione tra i 60 e 90 secondi (appunto).
Per gli europei…cioe’ scusate…per i tedeschi sarebbe molto meglio una intervista con un solo candidato per volta dove viene grigliato per bene, su tutti gli argomenti spiegando in dettaglio programmi e politiche e senza possibilita’ di svicolare.
Altro che 60 o 90 secondi a domanda, non ti alzi finche’ non abbiamo capito cosa vuoi fare e come.

Detto cio’ mi contraddico e confermo che il dibatto mi e’ piaciuto, ma forse e’ solo perche’ ho ancora la testa piena di orridi annizeri’, ballaro’ e altri circhi italici in cui si dice tutto e il contrario di tutto.
Mi spiace solo non votare alle politiche tedesche, ma ci stiamo lavorando.