Le costellazioni non esistono, parola di Margherita Hack

Ci sono scienziati che per tutta la vita nutrono una profonda nostalgia per le lettere e per la filosofia. Ci sono, al contrario, umanisti come me che da sempre coltivano nel segreto del cuore il sogno di poter un giorno occuparsi di stelle.
Deve essere un fenomeno simile al mito platonico sull’origine dell’amore. Ricordiamolo:
un tempo l’uomo e la donna erano un animale unico a quattro zampe, tagliati in due da uno spirito perfido, le due metà si cercano ansiosamente per ricongiungersi. Così per le due parti del sapere umano che all’inizio erano un unico corpus e che oggi, separate dalla specializzazione, soffrono della loro lontananza.
I primi filosofi erano dei fisici. Talete era così innamorato delle stelle che, camminando a testa in su, non si accorse del pozzo in cui cadde miseramente. Intere generazioni di studenti hanno riso stupidamente di lui, ma a questo modo hanno memorizzato l’origine del vero sapere umano che come un filo rosso ci conduce fino a Kant (il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me) e oltre, fino alla dolorosa divisione dei giorni nostri.

Non basta. Vi è un’altra pregiudiziale distanza sociale e culturale ed è quella che vede le donne non adatte alla scienza. Un’ingiusta distanza indotta da una perfida visione del mondo che per secoli ci ha connotato, ma che le giovani donne oggi stanno recuperando alla velocità di agili maratonete.
Nella mia generazione pochi erano gli esempi da imitare, talmente rari da essere “quantità trascurabile”. E invece trascurabili non erano davvero queste donne meravigliose! Oggi splendono nel mio mondo come le stelle più luminose e fra queste l’astronoma Margherita Hack.
Leggendo la sua autobiografia L’amica delle stelle: storia di una vita sorprende la facilità con cui una ragazza libera da pregiudizi possa avvicinarsi ad un mondo quasi completamente occupato da uomini. Un cocktail perfetto fatto da genitori fiduciosi, da un partner disponibile e attento, dal suo carattere ottimista e perfino da un caso fortunato le hanno permesso di realizzare una carriera esemplare nel mondo dell’astrofisica. Parlare di lei nei miei corsi di conversazione sarà per me una gioia e un modo per recuperare quel mio desiderio di conoscere le stelle: e intanto ricordiamoci che le costellazioni non esistono, che sono pure illusioni, asterismi.
Eppure Margherita non trascura l’aspetto umano di questo approccio. L’uomo ha bisogno della sua fantasia per avvicinarsi alla conoscenza, e da questo punto la scienziata diventa filosofa.

(Miranda Alberti)