I dubbi del ministro Maroni

Il ministro Maroni si chiede se abbia senso rimanere nell’Ue: signor ministro, si chieda invece se abbia un senso continuare ad essere un componente di questo governo. Di cosa si stupisce? L’Europa non dimentica, come fate lei e gli altri degni accoliti di questo governo, il baciamani del nostro Premier a Gheddafi. Non dimentica gli accordi inter nos presi sempre dal nostro Primo Ministro con il dittatore libico in spregio agli accordi dell’Unione Europea, per salvaguardare i propri interessi e quelli della casta a cui pensa, erroneamente, di appartenere? Non dimentica la megatenda a villa Borghese, le sfilate militari a cavallo e la compravendita di redente al credo islamico a pagamento? L’Europa, caro Ministro, è ancora parzialmente libera da certe forme di bieco servilismo e decide in base ai fatti. Cosa avete dimostrato nei fatti voi Ministri ed il nostro Premier? Avete dimostrato che l’Italia è un Paese in balia di un megalomane impunito che perseguendo esclusivamente la salvaguardia della propria persona da restrizioni e condanne sacrosante ha ridotto a barzelletta ogni nostra istituzione ed ogni nostro atto ufficiale. Ecco, signor Ministro: è questo che dovrebbe farla riflettere. Ma forse le conclusioni successive a questa riflessione non allieterebbero molto le sue notti da Ministro della Repubblica, forse le farebbero balenare nella mente lo spettro di doversi cercare un lavoro per sopravvivere (come fanno disperatamente i nostri figli), forse correrebbe addirittura il rischio di ritornare a vedere le cose per quello che sono, forse le toccherebbe persino rimettere in discussione le scelte sue e del suo vate, il fine Bossi, sempre più preso dalla necessità di sistemazione di un figlio che chiamare Trota è un’offesa per le tante trote che sopravvivono nei nostri fiumi inquinati, da dimenticare gli ideali e lo spirito stesso che lo portò alla creazione di quella strana cosa che aveva perfino un senso e che ancora oggi chiamiamo impropriamente Lega. Lei, signor Ministro, sta bene dove sta: non sfidi oltre il lecito l’ignoranza della nostra gente. Ecco: si limiti.

(Lucio Rossi)