I difensori della Natura

Amare profondamente la natura e che considerare tutti i popoli parte integrante di lei

Non si può essere veri difensori della natura se non la si vede nella sua globalità, considerandola nostra madre e maestra. Tutti gli esseri viventi sono parte di lei: le erbe, le piante, gli animali e gli uomini. Purtroppo noi che apparteniamo al cosiddetto primo mondo spesso pensiamo di essere superiori alla natura e diciamo di difenderla, quando in realtà la vogliamo dominare e sfruttare, perché ammalati di una forte smania di potere e di ricchezze: oggi se ne vedono chiare le conseguenze. Solo alcuni esempi: stiamo distruggendo enormi estensioni di foreste tropicali con flora e fauna, imponendo ai popoli indigeni di abbandonare le loro terre, con la scusa di produrre alimenti attraverso immense monoculture di grano, ecc. usando anche prodotti chimici estremamente dannosi; costruiamo con frequenza inceneritori, affermando di eliminare così i rifiuti delle città, ma in realtà viene liberata diossina che si diffonde nell’aria e che respirandola provoca tumori; stiamo distruggendo il pianeta attraverso l’uso delle fonti fossili (petrolio, carbone e gas) e nucleari, fonti di morte e non di vita; stiamo inquinando l’acqua con sempre più frequenza, lasciando morire di sete un’enorme quantità di persone del Sud del mondo. É interessante ricordare che un reattore nucleare da mille MW ha bisogno di trentamila litri di acqua al secondo per essere raffreddato, ossia un quantitativo pari a circa un terzo dell’acqua del fiume Po, acqua che provenendo da fiumi, o laghi, o dal mare ritorna poi agli stessi con la forte probabilità di essere contaminata da radioattività.
Tutto questo è ovviamente una falsa difesa della natura. Dobbiamo dunque cambiare con rapidità, incamminandoci in direzione della vita, una vita degna per tutti gli esseri come ci insegna appunto madre natura ed il sole che le invia energia vitale. Lei ci mostra con la biodiversità come le piante si aiutino una con l’altra e come tutto sia ciclico: la stessa morte si trasforma in vita, come avviene con le foglie che in autunno muoiono, cadono a terra e si trasformano in humus che dà vita ad altre piante. Così il sole invia le sue energie vitali in varie forme a tutti gli esseri senza privilegiare nessuno.
Quindi la natura con il sole ci invitano con chiarezza ad abbandonare la smania di potere e di ricchezze ed a prendere la via della condivisione e della gratuità, aiutandoci uno con l’altro con vero amore ed impegnandoci per il bene di tutti.
É importante ora ricordare alcuni esempi di popoli e persone che indicano anche loro il cammino corretto da prendere. Popoli indiani, oggi ancora in vita, ci dicono che non si può togliere nulla alla terra senza restituirle quanto le possa essere utile, sentendosi veramente suoi compagni con uguali diritti e doveri, impegnandosi a ridurre al massimo l’estrazione dal sottosuolo di materie fossili e nucleari con i conseguenti danni a tutti gli esseri viventi ed imparando dal sole ad utilizzare con saggezza le sue fonti energetiche. Un giovane cubano di nome Raul, fisicamente paralizzato, ma pieno di energia positiva si esprime dicendo che non c’è forza più grande ed invincibile che l’amore per la vita di tutti gli esseri e per questo è di fondamentale importanza prendere la via del sole camminando
uniti in direzione di un’uguaglianza per tutti gli uomini, senza distinzione di razza e di religione. Tonino Bello, ora morto, fu vescovo di Molfetta negli anni ’80: ha sempre considerato la natura maestra di vita, si è espresso in maniera chiara su scelte pericolose, come per esempio il nucleare – che ha chiamato “vera nube del terrore” –, si è sempre impegnato per gli ultimi, gli abbandonati, dando loro anche possibilità di alloggio nel suo palazzo vescovile e suggerendo ai cristiani di aprire ai poveri le loro case sfitte, e alle congregazione religiose di accogliere i senza tetto, ricordando che anche una sagrestia può bastare.
É bene anche ricordare il padre comboniano Alex Zanotelli, che ha vissuto per vari anni in una favela africana ed ora è impegnato con i poveri di Napoli, e che ultimamente ha dedicato molto del suo tempo alla riuscita dei referendum italiani per evitare la privatizzazione dell’acqua e la costruzione di centrali nucleari: una persona che comprende quindi la natura nel suo significato profondo e completo.
Impegniamoci dunque senza ritardi con coraggio e con amore a seguire l’insegnamento di questi popoli e di queste persone facendoci veri difensori della natura e dando piccoli segni concreti di sostegno per le generazioni future, per chi soffre, per chi è povero, abbandonato o maltrattato. Così il nostro cuore si riempirà di vera gioia e di vera gratuità.

(Enrico Turrini)