Biotestamento, finalmente una legge (non vincolante)

Otto articoli di legge approvati dalla Camera e in attesa del via libera del Senato: così “il fine vita” sta per diventare legge della Stato italiano. Tra molti dubbi e perplessità, soprattutto per il suo valore comunque non vincolante. Beppino Englaro commenta: “È una legge anticostituzionale”. E il Pd pensa già ad un referendum abrogativo

I punti salienti della legge sul testamento biologico approvata il 12 luglio scorso alla Camera – e che per il varo definitivo dovrà tornare al Senato – sono almeno due: le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti per i medici ed escludono la possibilità di sospendere nutrizione e idratazione, salvo in casi terminali. Inoltre, sono applicabili solo se il paziente ha un’accertata assenza di attività cerebrale.
Otto sezioni. Il testo si compone di otto articoli, inizialmente erano nove, ma l’ultimo è stato soppresso da un emendamento del Pdl su “autorizzazione giudiziaria”.
No allo stop alimentazione e idratazione. Il primo articolo “riconosce e tutela la vita umana, quale diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza e nell’ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata nei modi di legge”, e vieta esplicitamente “ogni forma di eutanasia e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio, considerando l’attività medica e quella di assistenza alle persone esclusivamente finalizzate alla tutela della vita e della salute nonché all’alleviamento della sofferenza”.
Il secondo articolo è quello sul consenso informato: “Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole”.
Modalità delle DAT. L’articolo 3, il cuore della legge, definisce i limiti e le modalità delle DAT (acronimo di “dichiarazioni anticipate di trattamento”), nelle quali il dichiarante “esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l’attivazione di trattamenti terapeutici purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge”.
È una delle modifiche dell’ultim’ora: la legge prevede, in sostanza, che il paziente possa dichiarare esplicitamente quali trattamenti ricevere, ma non escludere quelli a cui non desidera essere sottoposto. In ogni caso, il testo ribadisce che alimentazione e idratazione “devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”.
Altra modifica all’ultimo respiro, tra le polemiche dell’opposizione, la riduzione di fatto della “platea”: l’applicazione dei biotestamento scatta solo per chi è “nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze per accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardano”. Il quarto articolo stabilisce che le DAT hanno valore per cinque anni e sono rinnovabili.
Assistenza agli stati vegetativi. Il quinto articolo prevede che entro due mesi dal varo della legge vengano istituite, dal Ministero della Salute , “linee guida cui le regioni si conformano” per “assicurare l’assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare per i soggetti in stato vegetativo”.
Familiari. Il sesto articolo determina la figura del fiduciario nominato dal dichiarante, “l’unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico”. Se un paziente non dovesse nominare un fiduciario (che può essere sostituito in qualsiasi momento e, se nominato, è l’unico legalmente autorizzato a interagire con il medico sulle DAT) i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari nell’ordine previsto dal codice civile.
DAT non vincolanti. Il settimo articolo sancisce che il biotestamento non sarà vincolante per il medico: “Gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento – si legge infatti nel testo – sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno”. Soppresso invece il collegio dei medici, inizialmente previsto per dirimere eventuali controversie tra medico e fiduciario.
Registro nazionale. L’articolo 8, infine, istituisce il registro delle DAT “nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico. Il titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto archivio è il Ministero della Salute”.
Le reazioni. Il commento lapidario di Beppino Englaro, papà di Eluana: “È una legge anticostituzionale”. Ancora più severo il giudizio di Mina Welby, vedova di Piergiorgio Welby: “Meglio nessuna legge che una cattiva legge come questa”. Rincara la dose l’oncologo Umberto Veronesi: “Per fare un favore al Vaticano si sacrifica la democraticità di una legge”. Il senatore del Pd, Ignazio Marino, chirurgo specializzato in trapianti prestato alla politica, è categorico: “È un pezzo di carta senza valore”. E lancia già una raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge sul testamento biologico. Una legge che non è ancora legge e che fa già discutere (e lo farà ancora di più).
(Cristiano Tassinari)