Allergie alimentari

Le allergie alimentari sono reazioni avverse ad alcuni cibi, causate da una risposta immunitaria abnorme alla presenza di una o più proteine. Le più diffuse sono quelle ai cereali, al latte di mucca, alle uova, al glutammato, alla soia, alle arachidi, al pesce e ai crostacei. Queste allergie vanno distinte dalle semplici “intolleranze o avversioni” ad alcuni cibi provocate da emozioni negative, poiché esse sono dipendenti da carenze metaboliche. Si presentano generalmente nella prima decade di vita e sono collegate allo sviluppo del sistema immunitario.
Oltre ad una predisposizione ereditaria, le allergie alimentari possono essere favorite da fattori ambientali: inquinamento urbano, esposizione al fumo di sigarette durante la gravidanza, ecc.
Esse possono dare origine ad orticaria, asma bronchiale, sindrome da reflusso gastro-esopatico, colite allergica e altri disturbi gastrointestinali quali vomito, crampi addominali, costipazione.
Una forma molto diffusa di allergia alimentare, che colpisce un italiano su cento, è la celiachia, una condizione patologica derivante dall’intolleranza permanente al glutine (un insieme di proteine, tra cui le più rischiose sono la gluteina e la gliadina) contenuto in determinati cereali (frumento, orzo, segale, avena, farro) e, ovviamente, negli alimenti che li contengono (pane, pasta, cereali, biscotti, dolciumi).
Esente da glutine sono: grano saraceno, mais, miglio, riso, sesamo, soia, tapioca.
La reazione allergica al glutine comporta la distruzione della mucosa intestinale e l’atrofizzazione dei villi, formazioni che si sviluppano sulla parte intestinale e che sono essenziali per l’assorbimento delle sostanze nutritive. Senza villi sani si sviluppano forme di malnutrizione.
Le cause della celiachia non sono completamente chiare. Ci sono persone che nascono sensibili al glutine ma che sviluppano la malattia soltanto in seguito ad una dieta ricca di queste proteine, cosa abbastanza facile per gli italiani, per i quali l’alimentazione si basa su un consumo elevato di cereali.
L’intolleranza al glutine può essere individuata a qualsiasi età. Si tratta, infatti, di una malattia subdola che si manifesta con una varietà di sintomi tale da passare spesso inosservata.
La celiachia può manifestarsi in una forma “classica” che, in genere, colpisce i bambini, o “atipica”, più comune nell’adulto, dove è rappresentata soprattutto da una sensazione di costante debolezza.
Finora la diagnosi della celiachia è stata fatta ricorrendo agli esami del sangue da eseguire in laboratorio. Oggi la questione si è semplificata con l’avvento del “test Xeliac” che si basa sulla misurazione di specifici anticorpi nel sangue. Un test semplice e pratico che si acquista in farmacia, senta ricetta, e può essere eseguito a casa propria. Se il test risulta positivo è necessario l’accertamento definitivo della malattia con una biopsia intestinale.
Una volta stabilita la presenza della celiachia è importante sapere come curarla in modo da evitarne conseguenze quali, ad esempio, l’infertilità, la tendenza ad avere aborti spontanei, il rischio di sviluppare tumori dell’apparato gastrointestinale.
In attesa di una pillola anti-celiachia, la cui sperimentazione è ormai a buon punto, l’unico rimedio è di eliminare dalla dieta gli alimenti che contengono il glutine, cosa però non facile poiché le farine che lo contengono vengono utilizzate anche in alimenti secondari del tutto insospettati.
Il glutine è presente anche in alcune bevande (birra, whisky, vodka, gin) e in alcuni medicinali. Da ultimo segnaliamo che sia l’Associazione italiana celiachia, sia la Deutsche Zöliakie Gesellschaft hanno approntato una lista che elenca gli alimenti permessi, dubbi o da evitare.

(Sandra Galli)